La cosiddetta autostrada dell'informazione è una maledizione! La quantità immensa di informazione disponibile certamente può inibire la mente. Abbiamo troppe scelte. Oltre ai molti giornali e riviste, oggigiorno ci sono centinaia di canali televisivi. E l'Internet è infinita.
Con questo oceano vasto di informazione, si potrebbe credere che fosse facile di informarsi e aggiornarsi su tutto ciò che accade nel mondo. Ma non è così.
Molto del contenuto di quello che sentiamo e leggiamo è sciocchezza, banaltà, o proprio falso, o se non falso, parziale. È una tentazione leggere i giornali scandalistici. Sfortunatamente, sembra che sia una parte della natura umana. Tutte queste bugie, inesattezze, e sciocchezze possono contaminare e corrompere la mente. Troppe fonti d'informazione possono distrarre e confondere. È difficile sapere cos'è banaltà e cos'è importante e vero.
Alcuni credono che il Presidente Bush abbia fatto un errore serio l'11 settembre 2001, quando, avendo saputo quello che era successo, è rimasto in aula con i bambini, leggendogli una storia, invece di partire subito e affrontare la crisi. Recentemente ho letto un articolo su Internet, in cui alcuni di quei bambini (oramai cresciuti) hanno detto di essere riconoscenti al presidente per essere rimasto. Se lui fosse partito, loro sarebbero stati spaventati. Davvero??? I bambini sarebbero stati molto più spaventati se gli attacchi fossero continuati perchè il presidente non avesse agito. Secondo me, questo articolo è un esempio perfetto di informazione che confonde e inganna.
La tecnologia moderna ci ha dato alcuni attrezzi preziosi. Ma gli attrezzi nelle mani di coloro che non sanno usarli correttamente sono pericolosi. È ironico che prima di usare articoli di giornale, siti web, e programmi televisivi per sviluppare un pensiero critico, dobbiamo sviluppare un pensiero critico per potere valutare e giudicare quello che abbiamo letto o sentito e per distinguere la verità ed i fatti legittimi dalle falsità e le asserzioni ingannevoli che non siano degne della nostra considerazione.
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